I trattamenti superficiali possono dividersi in due grandi categorie:
I “trattamenti di apporto superficiale” vengono anche denominati “rivestimenti” e fra i più noti troviamo i riporti galvanici, riporti in CVD, in PVD ed in PACVD.
Tra i “trattamenti di modifica superficiale”, solo per citare i più conosciuti, troviamo invece la nitrurazione, la cementazione e l'ossidazione.
I rivestimenti consentono la deposizione di composti con proprietà intrinseche differenti.
I meccanismi di deposizione sono comuni in tutte le varie tecnologie e si possono schematizzare in tre passi:
La tecnologia CVD (Chemical Vapor Deposition) per esempio, genera vapori metallici per mezzo di una reazione chimica. Il trasporto si compie attraverso un'atmosfera di gas reagenti e la deposizione avviene per condensazione di tali vapori sulla superficie.
La crescente ricerca di nuovi composti da depositare, ha indirizzato sempre più lo sviluppo verso le sorgenti catodiche, al fine di poter depositare leghe di elementi differenti, come per esempio i Nitruri di titanio e alluminio o i Nitruri di titanio e silicio. Tale sviluppo ha consentito di migliorare le caratteristiche applicative di questa tecnologia, diminuendone nel contempo le imperfezioni.
Oggi ad esempio, con l’arco catodico è possibile raggiungere elevati livelli di ionizzazione del plasma grazie all’utilizzo di sorgenti di nuova generazione che, oltre a migliorare la qualità intrinseca degli strati depositati, consente parallelamente di ridurre ai minimi termini il fenomeno di droplets che è da sempre considerato l’unico svantaggio di questa tecnologia.